“Bullismo e Cyberbullismo”, concluso il progetto della Camera Civile di Viterbo in collaborazione con il Comando Provinciale dei Carabinieri

VITERBO – In occasione della festa del 209 anniversario dell’ Arma dei Carabinieri tenutasi il 5 giugno presso il Teatro dell’ Unione di Viterbo si è svolta la premiazione dei 5 alunni dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado dell’ Istituto Scolastico “Dante Alighieri” di Civita Castellana che hanno partecipato al concorso indetto dalla Camera Civile di Viterbo, in collaborazione con il Comando Provinciale dei Carabinieri e con il patrocinio del Comune di Civita Castellana. Si conclude così con la loro premiazione il progetto legalità sul tema “bullismo e cyberbullismo” che ha visto avvocati e forze dell’ordine incontrare nelle classi i giovani studenti
per confrontarsi su un tema, purtroppo, molto attuale che li riguarda personalmente.

L’ obiettivo è stato proprio quello di far acquisire ai giovani la cognizione dei comportamenti civili da tenere all’interno di una comunità sociale, che implicano il rispetto del bene comune, dell’individuo, nonché il consapevole utilizzo di social network e di ogni strumento informatico.

Gli incontri sono stati svolti all’ interno delle singole classi dall’Avv. Evelin Pistocco, consigliera della Camera Civile di Viterbo e referente del progetto, dalla Presidente onoraria Avv. Rosita Ponticiello promotrice ormai da sette anni di tale iniziativa svoltasi in varie scuole, e dalla segretaria Avv. Barbara Marzoli. Agli incontri ha partecipato personalmente il Colonnello Massimo Friano, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Viterbo e la Comandante della Compagnia di Civita Castellana, Maggiore Palma Lavecchia.

I primi tre alunni classificati, Zoe Terenzi, Elisa Quadraroli e Giulia Simmini sono stati premiati con buoni spendibili presso la libreria l’Idea di Civita Castellana offerti dalla stessa Camera Civile di Viterbo. Una menzione speciale è stata poi riconosciuta anche ai lavori degli alunni Maddalena Magagnini e Ginevra Mendola.

Il comune di Civita Castellana ha donato ai 5 alunni vincitori zaini contenenti materiale scolastico. Gli alunni hanno altresì ricevuto personalmente dal Colonnello Friano un fumetto sull’Arma dei Carabinieri.

La Camera Civile di Viterbo ringrazia il Colonnello Massimo Friano per la preziosa collaborazione,
partecipazione e sensibilità dimostrata sul tema, la dirigente scolastica della scuola “Dante Alighieri” Dott.ssa Iaquinta, la vicaria Professoressa Arianna Cipriani e tutto il corpo docenti, nonché il Comune di Civita Castellana nella persona del Sindaco Dott. Luca Giampieri e dell’assessore alla pubblica istruzione Simonetta Coletta, oltre a tutta l’amministrazione per la collaborazione dimostrata.




Gli alunni dell’Istituto “Antonio Malfatti” di Contigliano visitano il Comando Provinciale dei Carabinieri

RIETI – Nei giorni scorsi gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Antonio Malfatti” di Contigliano hanno visitato il Comando Provinciale Carabinieri di Rieti nell’ambito della campagna annuale che l’Arma dei Carabinieri promuove per la formazione e la diffusione della cultura della legalità tra i giovani.

I ragazzi, accompagnati dagli insegnanti, hanno potuto vivere “UN GIORNO DA CARABINERE”. Accompagnati dal Vicebrigadiere Giancarlo Angelucci, Comandante interinale della Stazione di Contigliano, coadiuvato dall’Appuntato Scelto Antimo Cecere e da personale del Gruppo Carabinieri Forestale, hanno potuto osservare alcune delle attività espletate quotidianamente dai Carabinieri all’interno della struttura, intrattenendosi, dopo un breve saluto di benvenuto, con gli operatori della Centrale Operativa impegnata nel coordinamento delle pattuglie esterne e nelle risposte ai cittadini che pervengono attraverso il numero unico di emergenza “112”. I giovani hanno quindi potuto osservare da vicino l’autoradio Alfa Romeo “Giulia”, in dotazione alla Sezione Radiomobile della Compagnia, con l’illustrazione del funzionamento dell’equipaggiamento e della strumentazione di bordo, nonché l’apparato per il foto-segnalamento ed il rilevamento delle impronte digitali. Gli studenti hanno poi potuto constatare l’impegno che i Carabinieri Forestali profondono in difesa del patrimonio agro-forestale italiano, nella tutela dell’ambiente e del paesaggio e inoltre hanno assistito ad una dimostrazione d’intervento da parte di “Asia”, il pastore belga Malinois di quattro anni in dotazione al Gruppo Forestale Carabinieri di Rieti, impiegata dal Brigadiere Capo Daniele Formichetti nella prevenzione e repressione di avvelenamenti della fauna posti in essere mediante bocconi, esche e carcasse contenenti sostanze tossiche.

Gli incontri con alunni e studenti delle scuole della provincia continueranno anche nei prossimi giorni.




Rieti, al Comando Provinciale dei Carabinieri inaugurata la sala d’ascolto protetto “Piccolo fiore”

RIETI – Questa mattina, al Comando Provinciale di Viale De Juliis, è stata inaugurata la sala d’ascolto protetto, realizzata con il determinante contributo del Lions Club Rieti Flavia Gens.

Alla cerimonia d’inaugurazione hanno presenziato il Prefetto di Rieti Dott. Gennaro Capo, il Procuratore della Repubblica Dott.ssa Lina Cusano, il Sindaco Daniele Sinibaldi e le altre autorità locali e provinciali. Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rieti Colonnello Bruno Bellini ha voluto invitare alla breve cerimonia d’inaugurazione anche i Sindaci per sottolineare come la sala sarà a disposizione di tutti i Comandi dell’Arma della provincia (Compagnie di Rieti, Poggio Mirteto e Cittaducale e dei 34 Comandi Stazione dipendenti).

Presenti ovviamente anche il Presidente del Lions Club Rieti Flavia Gens, Architetto Maria Luisa Trilli e alcuni membri del Direttivo del Club Service, per altro costituito da sole donne, che ha donato gli arredi e la strumentazione tecnica, poi magistralmente assemblata dal Vice Brigadiere Antonio Roberto Ingrosso, e i rappresentanti delle altre associazioni con le quali l’Arma collabora stabilmente nella tutela della donna, dei minori e delle altre vittime vulnerabili.

La saletta, denominata “piccolo fiore”, nell’arredo ricorda più un salottino che un ufficio denunce, ha un ingresso riservato ed è predisposta sia all’ascolto delle vittime di violenza di genere sia alle audizioni protette di minori. È stata arredata con il contributo del Sottotenente Federica Castello, Ufficiale Psicologo della Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale che ha fornito utili indicazioni soprattutto sui colori utilizzati e che sarà impiegata, al fianco dei militari dell’Arma specializzati nella materia, anche nell’immediato futuro per garantire il miglior approccio alle vittime.

Un particolare ringraziamento è stato riservato all’Appuntato Scelto Q.S. Federica Gentile, anch’essa della Scuola Forestale, che ha decorato le pareti rendendo tutto l’ambiente particolarmente accogliente e che, com’è noto, ha già realizzato il quadro poi riportato sulla mattonella simbolo del Comando Provinciale di Rieti.

Il Col. Bruno Bellini, dopo aver ringraziato tutti i presenti e chi ha materialmente contribuito alla sua realizzazione, ha sottolineato come “la sala oltre a costituire una risorsa preziosa ed un segnale tangibile di vicinanza a tutte le donne e le persone più deboli e vulnerabili vittime abusi e violenze costituisce uno strumento essenziale per tentare di far emergere tutti quei casi di violenza, soprattutto di natura psicologica, ancora sommersi in virtù del naturale, comprensibile ma pericoloso, istinto di conservazione del proprio focolare domestico e che inibisce alcune vittime dal denunciare”.

La sala, in tal senso, costituisce un grande ausilio all’accoglienza e all’ascolto di persone offese poiché consente di rispettare al massimo la dignità, la riservatezza e la comprensione del delicato momento nel quale si trova chi denuncia abusi o disagi all’interno delle mura domestiche.

Per altro il Comando Provinciale di Rieti annovera tra le sue fila ben due Marescialli e due Brigadieri specializzati nella specifica materia e inseriti nella Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere gestita e coordinata dalla Sezione Atti Persecutori del Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma.




La conferenza di fine anno dei Carabinieri di Viterbo, per il comandante Friano “un incontro che sancisce il lavoro sinergico dell’Arma”

di LUCA BERNARDINI –

VITERBO – Questa mattina alle ore 11.15, presso la sala stampa del comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo, si è tenuta la consueta conferenza stampa di fine anno e inizio anno nuovo. Un’occasione per fare il punto della situazione nella provincia di Viterbo dal punto di vista Istituzionale oltre che per il tradizionale scambio di auguri.

“Questo incontro sancisce una rassicurazione sociale per i cittadini, con i dati che rendono oggettivo il lavoro svolto in questo anno”.

Il primo fattore importante raggiunto dall’Arma, secondo il Comandante Provinciale Col. Massimo Friano, è il grande lavoro sinergico svolto con le altre forze rappresentative.

56 stazioni per 60 comuni: questi numeri dimostrano come l’Arma occupi la quasi totalità del territorio viterbese, facendosi quindi carico della maggior parte dei casi che accadono in provincia.

Come si può vedere dal punto di vista degli omicidi, l’Arma ha preso in carico l’85% dei casi, “Un dato importante che fa capire lo sforzo continuo dell’Arma per essere sempre efficiente”.

Una grande compattezza quella dichiarata dal Comandante Provinciale, che ha ringraziato i vari comandanti di stazione e tutto l’organico per l’ottimo lavoro svolto nel 2022. Menzione d’onore per il gruppo forestale, organico entrato da poco nell’Arma ma che già si sta distinguendo per le finalità raggiunte.

Per il Comandante Provinciale, anche le stesse aziende hanno avuto modo di incontrarsi con i comparti di specialità dell’Arma, i quali hanno potuto difendere queste realtà da una criminalità troppo spesso presente nell’ambiente.

Venendo  all’impegno quotidiano, il numero complessivo dei delitti denunciati all’Arma dei Carabinieri nella Provincia è rimasto stabile di poco superiore alle 7000 unita circa. Complessivamente i militari della linea territoriale hanno perseguito l’85% di tutti i reati consumati nel territorio della Provincia di Viterbo, a seguito di ciò hanno denunciato 1900 persone, traendone in arresto ben 187, cui vanno aggiunti ulteriori 93 misure cautelari emesse dall’autorità giudiziaria ed eseguite dai reparti. E’ un dato complessivamente più che soddisfacente, soprattutto se si tiene presente che i primi mesi del 2021 erano ancora pesantemente segnati dall’emergenza covid e dalle restrizioni in essere, soprattutto in orario serale e notturno, mentre in buona sostanza il 2022 è stato un anno che ha visto un ritorno quasi completo alla normalità “precovid” per quanto attiene alla mobilità ed agli spostamenti delle persone.

In questo ambito possono inquadrarsi le oltre 160.000 persone identificate e le circa 90.000 autovetture controllate, mentre le chiamate alle nostre centrali operative, giunte attraverso il 112 NUE con il Centro Unico di Risposta di Roma entrato in funzione dal settembre del 2021, sono state ben 42.000, che vanno praticamente raddoppiate se si prende in considerazione le migliaia di richieste dei cittadini direttamente sulle utenze telefoniche dei nostri presidi.
Nell’ambito della circolazione stradale, durante i servizi esterni svolti nel corso dell’anno, sono stati i quasi mille incidenti stradali rilevati, di cui purtroppo 9 mortali e 43 con feriti gravi. In quest’ambito, a seguito degli accertamenti svolti, 4 persone sono state deferite all’autorità giudiziaria per omicidio stradale, di cui 1 in stato d’arresto (un cittadino straniero alla guida in stato d’ebbrezza dopo un incidente mortale avvenuto a Canepina) e 8 persone deferite per lesioni stradali gravi. Inoltre, sono state ritirate 154 patenti per guida in stato d’ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti, sequestrati 206 veicoli ed elevate 535 contravvenzioni al codice della strada.

Tra i delitti consumati, sempre massima l’attenzione dell’Arma riguarda l’analisi di quelli di natura predatoria, che per loro natura destano maggiore allarme tra la popolazione; in particolari i furti nell’anno in corso, purtroppo, sono in leggero aumento e sono saliti a quota 2283 di cui ben 477 in abitazione (un anno fa erano stati rispettivamente 1856 e 430), ma comunque va detto che i numeri sono ancora ben al di sotto di quelli che erano stati registrati fino al 2019, prima dell’emergenza covid (in quell’anno furono 621 in abitazione su un totale di 3158). Il dato migliore riguarda senza dubbio il numero delle rapine, solo 28 in totale, sostanzialmente stabili rispetto ad un anno fa, ma va precisato anche qui che nessuna è stata commessa in danno di istituti di credito (e questo è sicuramente lusinghiero). Quelle poche commesse in abitazione sono prevalentemente furti “degenerati”, per così dire, in rapina poiché gli autori erano stati sorpresi dai padroni di casa, aggrediti per garantirsi la fuga, come nel caso deprecabile dell’anziano aggredito a Corchiano recentemente, comunque gravissimo episodio che è stato prontamente scoperto dai militari di quella Stazione, con l’arresto del responsabile (per tentato omicidio) ed il deferimento di 3 presunti complici, ritenuti responsabili di un precedente furto in un capannone.

Continua la grande attività di contrasto al fenomeno del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, come i testimoniato dai 12 kg complessivi di sostanza stupefacente sequestrati. Al riguardo sono oltre 500 i reati scoperti dai diversi comandi dipendenti, con oltre 80 persone tratte in arresto e altrettante deferite in stato di libertà.

Per quanto attiene l’attività svolta nel contrasto ai delitti connessi alla violenza di genere, anche quest’anno l’attività svolta dalle Stazioni presenti sul territorio, spesso coadiuvate dal Nucleo Investigativo, è stata oltremodo intensa ed ha portato a numerosi deferimenti all’autorità giudiziaria, tra cui spiccano: 105 i casi di maltrattamenti in famiglia, 58 atti persecutori, 13 reati a sfondo sessuale, 4 casi di “revenge porn”. Trattandosi di reati per loro natura estremamente delicati e commessi quasi sempre nell’ambito delle piccole comunità dei 60 comuni della Tuscia è noto che questo comando non ha mai divulgato alla stampa i singoli eventi per tutelare le vittime, che altrimenti finirebbero per vedere inequivocabilmente resi di dominio pubblico le proprie vicissitudini personali; comunque sia nell’anno in corso finora l’Arma in Provincia ha deferito in stato id libertà 206 persone e ne ha tratte in arresto 18, oltre all’emissione di altre 50 misure cautelari di divieto di avvicinamento alla vittima o alla casa familiare. I numeri sono sicuramente importanti, ma fortunatamente il 2022 non è stato funestato dai gravissimi fatti sangue che avevano caratterizzato gli ultimi mesi del 2021 (l’omicidio-suicidio di Castel Sant’Elia, la morte del piccolo Matias e di Dario Angeletti) su cui l’Arma era stata chiamata ad intervenire.

Per quanto attiene ai comparti di specialità dell’Arma, assolutamente importante e significativo è stato il contributo fornito dal Gruppo Forestale, che ha eseguito più di 11.000 controlli, identificando ulteriori 3.064 persone, riscontrando 606 illeciti amministrativi e 214 reati di natura ambientale; a seguito di ciò sono state deferite all’autorità giudiziaria 115 persone ed elevate sanzioni per un importo complessivo di 38.000 euro circa. In particolare recentemente si segnala l’impegno nel settore del controllo dei cantieri forestali, dove recentemente a Tuscania e Bagnoregio sono stati sorpresi lavoratori in nero e clandestini privi del permesso di soggiorno, con conseguente denuncia dei titolari e sospensione del cantiere.

Va segnalata inoltre l’attività svolta congiuntamente con il Gruppo Forestale ed il N.I.L. nei controlli ai cantieri edili di maggior rilievo presenti nel territorio, durante la quale sono state controllate 46 aziende, riscontrando irregolarità in ben 17 casi, a seguito dei quali sono stati sospesi 3 cantieri, denunciate 16 persone ed elevate sanzioni pecuniarie per circa 70.000.

Sempre per quanto attiene le specialità dell’Arma, determinante è anche il contributo fornito dal Nucleo Ispettorato del Lavoro, che oltre ad essere in prima linea e ad aver coadiuvato la territoriale in importanti attività d’indagine nella lotta nella lotta al caporalato ed al lavoro nero, a seguito delle 90 ispezioni effettuate sulle ditte del territorio ne ha sospese 17 per impiego di lavoratori in nero o gravi carenze nella sicurezza del posto di lavoro, elevando sanzioni per un totale di 180.000 euro. Inoltre nell’attività di contrasto all’illecita percezione del reddito di cittadinanza sono state denunciate 123 persone per aver ricevuto indebitamente 457.000 euro circa.

Infine tra le specialità è doveroso ricordare l’attività del Nucleo Antisofisticazione e sanità, che nell’anno in corso hanno svolto ben 1243 ispezioni, riscontrando 38 illeciti penali e 235 amministrativi, denunciando all’autorità giudiziaria 26 persone e segnalandone all’autorità amministrativa 171. 16 strutture sono state chiuse, le sanzioni elevate ammontano a quasi 200.000 euro e sequestrate strutture per un valore di quasi 6 milioni di euro.

Entrando nel dettaglio delle singole attività, sicuramente l’evento più importante che ha visto protagonista l’Arma nella sua pronta risposta al cittadino è stato l’omicidio Bramucci, quando la comunità di Soriano nel Cimino la mattina del 7 agosto scorso è stata scossa dall’efferato assassinio del 57enne di origine di Civitavecchia ma da anni residente nel paese. Le indagini immediatamente svolte hanno potuto portare all’identificazione dei presunti responsabili, mandanti ed esecutori, ed assicurarli all’autorità giudiziaria di Viterbo dopo solo due mesi, accertando che si trattava di un delitto maturatosi negli ambienti criminali della vicina Provincia di Roma.

Per quanto attiene il controllo del territorio vale la pena ricordare il rave di Pasqua scoperto ed interrotto nel comune di Civita Castellana, dove in un terreno proprio al confine con la provincia di Roma sono state sorprese alcune persone mentre stavano dando avvio raduno illegale, ma grazie il pronto intervento di tutti i militari del Comando Provinciale sono stati identificate e denunciate 40 persone ma soprattutto è stato bloccato sul nascere l’evento mentre erano in arrivo altre centinaia di partecipanti, scongiurandone la prosecuzione.

Infine si vuole porre l’accento su due distinti aspetti che negli ultimi tempi stanno maggiormente occupando spazio tra l’attenzione dell’opinione pubblica.
Il primo è il contrasto alle truffe, in particolare le frodi informatiche, salite a ben 1238 da inizio anno (un anno fa furono 1154) ed è un fenomeno delittuoso che risente ancora della brusca impennata a seguito del lockdown del 2020; ma soprattutto grande attenzione viene posta in quest’ultimo periodo alle truffe verso le persone anziane, un’autentica piaga posta in essere da spregiudicati delinquenti in trasferta provenienti da fuori provincia. Solo nei mesi di novembre e dicembre sono 10 gli episodi che sono stati sventati o scoperti dai militari di differenti stazioni (Soriano nel Cimino, Orte, Castel Sant’Elia, San Martino al Cimino, Marta), cui vanno ad aggiungersi altri 2 presunti autori di una truffa ad un’anziana arrestati proprio ieri a Marta dalla locale Stazione assieme alla Stazione di Capodimonte e si ribadiscono per l’ennesima volta gli appelli alla popolazione a prestare la massima attenzione e la maggior tutela possibile delle persone care che sono in là con gli anni.
La seconda è il contrasto allo sfruttamento della manodopera e al caporalato. Nell’anno in corso, grazie al prezioso supporto del nucleo ispettorato del lavoro, spiccano la più recente portata a termine a Castel DAsso, dove si è raggiunto un importantissimo risultato non soltanto investigativo, dopo aver accertato la posizione di quasi 150 lavoratori, sequestrato più di mezzo milione di euro ritenuto provento illecito e disposto magistratura il controllo giudiziario dell’impresa, che così ha potuto continuare a svolgere la sua attività imprenditoriale e dare lavoro alle sue centinaia di braccianti; ma spicca anche l’attività condotta con la Procura di Civitavecchia che ha portato alla scoperta di un sistema di sfruttamento e caporalato, seppur di dimensioni considerevolmente più ridotte, che però vedeva coinvolte ben 6 aziende, di cui 4 sono state sospese.




Il nuovo vescovo di Viterbo in visita al Comando Provinciale dei Carabinieri

VITERBO – Mons. Orazio Francesco Piazza nella mattinata di oggi è stato in visita al Comando Provinciale dei Carabinieri.
Il nuovo Vescovo della Diocesi è stato ricevuto dal Comandante Provinciale, Col. Massimo Friano, e si è intrattenuto nei locali della sede di Via San Camillo de Lellis per un’ora.
Durante la sua breve visita Monsignor Piazza, accompagnato dal vicario generale Don Luigi Fabbri e dal suo portavoce Don Emanuele Germani, ha incontrato il personale del Comando Provinciale, del Gruppo Carabinieri Forestale e delle specialità dell’Arma che insistono nella Provincia, come i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità; a tutti i militari dei singoli reparti sono state rivolte espressioni di ringraziamento, in particolare Sua Eccellenza ha avuto parole di stima per l’operato svolto in favore della collettività ma soprattutto per le persone dentro l’uniforme, che pur tra i molti problemi personali non fanno mai mancare il loro apporto e fanno sì che l’Arma dei Carabinieri sia sempre fondamentale per la coesione sociale per tutte le comunità della Diocesi.
Il Colonnello Friano ha ringraziato il vescovo per l’onore concesso e per i complimenti ricevuti, rinnovandogli la vicinanza dell’Arma per la missione pastorale che è stato chiamato a svolgere nel territorio, e lo ha omaggiato di un piccolo ricordo di Salvo d’Acquisto, proclamato Servo di Dio, negli anni assurto a simbolo del sacrificio dei militari in favore della popolazione che sono chiamati a proteggere.
Nel prendere congedo dal comando di via de Lellis, Monsignor Piazza ha rinnovato i propri auguri ai militari nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, certo di reciproca e proficua collaborazione.